venerdì 24 giugno 2011

In Vino Veritas!

Continuo a pensare, a guardare ciò che non va, a criticare le persone con cui vivo. Cerco la vertià nei libri e nei ragionamenti stringenti, quelli fatti di deduzione logica e di ricerca di punti fermi infallibili. Così facendo si è molto severi e intransigenti con i compagni di cammino nella vita, non si riesce ad accettare che possano sbagliare. Inevitabilmente si arriva al nervosismo.
Ma quando è sera e ci si ritrova a bere una birra con due fette di salame e formaggio si vede qualche cosa di nuovo... qualcosa che in nessun ragionamento si può trovare. Ed è lì che c'è la Verità di una compagnia.
E se anche il giorno dopo, la colazione inizia così...in compangia; anche il caffé lo si divide volentieri ...soprattuto se il caffé non basta per uno solo.

2 commenti:

  1. Lo psicologo Paul Rozin fatica ad imparare dall'esperienza:
    "Ogni sera mi porto a casa una pigna di lavoro da fare dopo cena e al mattino presto. E' da più di cinquant'anni che lo faccio. Penso sempre di riuscire davvero a sbrigarlo tutto, e non arrivo mai nemmeno alla metà. Ma continuo ad aspettarmi di concluderlo tutto. Che cretino che sono" (Research Digest: One nagging thing you still don't understand about yourself).

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  2. Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere: questa è l'arte. James Joyce

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