venerdì 24 giugno 2011

Destino

Oggi, ascoltando musica sul pullman e guardando fuori dal finestrino, sono inciampato sopra di una strana idea. Ci sono cose che ci segnano profondamente, per esempio l'incontro con una persona, il superare un test, un incontro fortuito... la cosa che mi affascina di questi eventi è che alcuni di essi capitano perché c'è stata una nostra scelta, altri per un nostro errore ed altri ancora per un nostro qualche cos'altro.
E queste esperienze ci segnano, ci modificano, contribuiscono a renderci quello che siamo. Ma c'è una cosa che faccio fatica a spiegarm: sarei quello che sono nonostante queste esperienze? Intendo dire, avrei incontrato S.? Studierei? Sarei fuori casa? (Quella dei miei) La penserei come la penso?!
Se il destino - quello che deve capitare - capita inevitabilmente, beh, non c'è problema... ma se non è così?!
C'é la paura di perdere qualche cosa, la paura di lasciarci sfuggire il nostro premio o il nostro regalo. 
E non è una paura da poco... e come quando nei film si vive una vita, cambia un fatto nel passato, e se ne vive un'altra.
Non so se esista in destino, ma credo che convenga crederci. Pensare che quello che deve capitare prima o poi capiterà... Essere sicuro che se non avessi incontrato S. prima o poi la avrei incontrata. Che se non avessi passato quel test per un altro motivo studierei e che sarei fuori casa.
Eppure detta così sembra solo una suggestione, sembra una questione da poco. Ma tra il vivere lasciando fare al destino e l'avere paura di lasciarsi sfuggire qualche cosa può giocarsi la partita per una vita vissuta a pieno.
Per come son fatto mi piace pensare che il destino sia una stazione dove se ci si dimentica di scendere ci si può godere il paesaggio dal finestrino che tanto, se era la nostra fermata, si ripresenterà...

2 commenti:

  1. tralascio la citazione...
    Piccolo Principe: Ho anche un fiore.
    Geografo: Noi non amiamo i fiori
    Piccolo Principe: Perché? Sono la cosa più bella.
    Geografo: Perché i fiori sono effimeri.
    Piccolo Principe: Che cosa vuol dire "effimero"?
    ...
    Geografo: Vuol dire " che è minacciato di scomparire in un tempo breve"
    Piccolo Principe: Il mio fiore è destinato a scomparire presto?
    Geografo: Certamente.
    Piccolo Principe: (pensando ad alta voce) Il mio fiore è effimero, e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo! E io l'ho lasciato solo.

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  2. "Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso."
    (Marcel Proust)

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