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lunedì 7 novembre 2011

Fermata di partenza

Bon, io inizio a scrivere, poi vediamo che succede.
Questa mattina sono stato più veloce del solito.
Un'ora per prepararmi, scendere, far la spesa, salire, far colazione, lavare i piatti, mettere a posto quello che dovevo mettere a posto e preparare le sacche, quella per il lavoro e quella per la palestra.
Nonostante ciò quando sono andato alla fermata dell'autobus lo ho perso, e non per colpa mia, ma perché è passato con 40 minuti di ritardo...
Un precisino come me in questi casi si arrabbia subito...
Eppure questa mattina, qualcuno ha voluto farmi un regalo... alla fermata ad un certo punto è arrivato un papà con la barba, di pochi anni più vecchio di me, e il suo figlioletto di pochi anni biondissimo.
Da piccolo io ero biondissimo e mio papà ha sempre tenuto la barba...
Che inconsciamente mi sia intenerito... può essere.
Fatto stà che il primo pensiero è stato quello di inviare un sms alla mia ragazza.
Ed il bello è che mentre pensavo a ciò il bambino ha iniziato ad imitarmi.
Si è messo ad aspettare il pullman appoggiato al muro così come lo ero io.
Tentando di incrociare le gambe come facevo io... ogni tanto si guardava i piedini e li rimetteva a posto come i miei... purtroppo la postura un po' goffa di un bambino è diversa da quella di un venticinquenne e quindi ha dovuto lasciar perdere.
...magari ho solo pensato che tra qualche anno io potrei essere ad una fermata con il mio figlioletto.
Non lo so. Eppure in questo mischiarsi di presente, futuro e passato il mio duro cuore si è intenerito ed ho pensato a come sia stupido prendersela per un pullman quando le fermate che rischiamo di perdere sono altre... notte a tutti quanti.

giovedì 16 giugno 2011

Incanto


Oggi sono andato a Pavia. 
C'è da dire che era una giornata particolarmente calda e quindi non c'è da stupirsi che entrati nel cortile dell'università, la prima panchina sia diventata subito il mio più gran desiderio.
All'ombra del porticato, su questa panchina, ho iniziato senza nemmeno accorgermene a contemplare il cielo, e poi la luce gialla sull'edificio.
Normalmente queste cose non le avrei osservate, ma sarà stata la momentanea solitudine o non so cosa, comunque difficilmente si può immaginare la pace che questa visione mi ha trasmesso.
Su quella panchina ci sono stato almeno 20 minuti... sono stati interminabili perché senza tempo. 
Al ché la mia nuova esperienza poteva sermarsi qua ed invece la mia curiosità indagatrice mi ha spinto a cercare di collezionare più quadri possibili di quanti potessi. Istantanee nella mia mente ma ancor prima nel mio cuore. Un po' come ricaricare le batterie, anzi ancora meglio, come passare da una fonte di alimentazione obsoleta ad una rinnovabile... tanto per rimanere in tema referendum.
Senza troppa fatica ho trovato il bello ovunque. La luce, una nuvola, un'arcata che sembrava marcata con un tratto-pen...tutto acquisiva improvvisamente una propria dignità. Ed in quanto tale andava apprezzato e notato.
Avrei voluto tanto aggiungere - meglio - suggerire una musica per rendervi partecipi ancor più del turbine di passioni romantiche della giornata, ma risultava un'operazione che invece di potenziare le immagini le avrebbe svilite. Non sono istantanee belle in assoluto quelle che ho colto, ma belle in quell'istante, ed è proprio in quell'istante che vanno colte. Un istante immortale e non soggetto al tempo e alla successione di eventi che una musica può suggerire... un istante compiuto, perfetto, simile al silenzio.