domenica 15 gennaio 2012

Felicità

Tre ore e mezza di viaggio non sono tanto, ma neanche poche.
Per fortuna che ho i miei libri, compagni fedeli e chiassosi di viaggio!
Mentre dialogavo con Eric mi sono reso conto dalle sue parole di questo periodo che sto attraversando.
Spesso capita di fare cose, cercare e cercare, ma di non concludere alcunché.
Eric suggerisce che c'é una differenza abissale tra un agire e un altro... (vi piacerebbe che vi dica la differenza... se non la intuite fatevi una chiacchierata con il mio maestro giornaliero)
La cosa che mi ha sconvolto è che in questa differenza può esserci la chiave di volta per la felicità...
Agire "immergendosi" in quel mare che porta alla nostra realizzazione, cercando quel gesto naturale che è dentro di noi è la felicità.
Il passo della felicità non ve lo riporto... ma per meditare un po' vi riporto il discorso di questa mattina.
 " Facciamo un esempio semplice: immaginate di vedere un lago e di dire, parlandone par distance: quello è un lago, quella è acqua. E poi immaginate di tuffarvi nel lago e di nuotare. La vostra constatazione  << là c'è l'acqua >> adesso è totalmente cambiata. Certo, neanche ora siete quell'acqua, eppure non è proprio vero che non siete l'acqua, perché in realtà siete immersi nell'acqua, siete bagnati e la vostra relazione con l'acqua è un processo costante. "Il concetto di attività [ produttività orientata all'essere] può venire illustrato dall'esempio seguente: se vi stendete in acqua e vi lasciate trasportare, questo, sebbene sembri assolutamente passivo, è in realtà un processo attivo, perché un uomo che non sa nuotare non può lasciarsi trasportare passivamente dall'acqua, incapace come è di mantenere il delicato equilibrio necessario. A determinare la differenza nel vostro rapporto con l'oggetto è dunque la circostanza che - per usare un linguaggio figurato - vi << bagnate >> con i vostri oggetti, o al contrario << rimaniate asciutti >>. Il modo in cui parlate con un'altra persona, in cui vedete un paesaggio, in cui formulate un pensiero: è questo a determinare la differenza tra un individuo statico, egoista e isolato e un individuo attivo, in divenire, un individuo che è nel mondo"
(tratto da Eric Fromm, Problemi di Sovrappiù



1 commento:

  1. Disse il maestro all’uomo d’affari: “Come il pesce muore sulla terra asciutta, così tu muori quando resti intrappolato nel mondo. Il pesce deve tornare nell’acqua… tu devi tornare alla solitudine”. L’uomo d’affari era atterrito: “Devo rinunciare ai miei affari ed entrare in convento?”. “No, no. Continua nei tuoi affari ed entra nel tuo cuore”.

    (Da Un minuto di saggezza, di Anthony de Mello)

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